È dovuto ad uno sfiancamento del cardias che rimane leggermente aperto permettendo il passaggio dei succhi acidi in un ambiente a diverso ph, irritando di conseguenza l’esofago.
I meccanismi fisiopatologici alla base della GERD sono molteplici e includono riduzione del tono dello sfintere esofageo inferiore (LES), ed i rilassamenti transitori dello stesso.
Qualche considerazione: la terapia con esomeprazolo sul lungo termine è considerata altamente deleteria. Si è sempre pensato che ridurre la secrezione degli acidi gastrici portasse ad una regolazione e ad una sincronizzazione del cardias, questo potrebbe sembrare attuabile senza però tener conto delle criticità che portano gli inibitori della pompa protonica.
Consigli:
Il rapporto cibo-inibitori della pompa è molto interessante, in pratica con detti inibitori il cibo non arriva ad essere totalmente “digerito”, ovvero arriva al tenue non pronto per l’assimilazione.

Cosa può fare l’atleta?
Ulteriori passi in avanti sono stati fatti anche nei protettori nelle sospensioni che proteggono l’esofago. Al magaldrato che ha funzione esclusiva di protezione sono stati sostituiti dei riparatori a base di acido ialuronico e cheratina idrolizzata.
Rimedi naturali: complessi molecolari di polisaccaridi a base di Limestone e Nahcolite ottimi nel contrastare bruciore e difficoltà digestive.
Nicola Camera